lunedì 28 luglio 2008

PRECARI PER SEMPRE

La Commissione bilancio del senato, in sede di esame del Decreto Legge 112 del 2008 del Governo), ha approvato un emendamento che modifica la legge 368 (che regola i contratti a tempo determinato)

e peggiora ancor di più le già pesanti variazioni apportate dal Decreto, così come era uscito dal Consiglio dei Ministri.

In pratica, mentre prima in caso di gravi e sostanziali violazioni della normativa per i contratti a tempodeterminato era prevista la prosecuzione del rapporto di lavoro e la sua trasformazione in un normale contratto a tempo indeterminato, da domani il Giudice dovrà limitarsi a liquidare il danno in termini economici (da 2,5 a 6 mensilità).

Tale modifica ha valore retroattivo e si applicherebbe anche ai processi in corso o con sentenze di primo grado emesse. Inoltre questa modifica potrebbe pericolosamente essere estesa ad altre tipologie di contratti, come quello a somministrazione o a progetto.

Se questa modifica si sommasse a quanto già previsto dal Decreto Legge entrato in vigore il 25 giugno scorso che non prevede di fatto più alcun limite all'assunzione di contratti a tempo determinato, tutto ciò diventerebbe gravissimo e farebbe ricordare il tentativo di modificare l'art. 18.

Anzi, questa misura è paradossalmente ancora peggiore perché condanna intere generazioni al precariato, senza alcuna possibilità legale di impugnare con soddisfazione le violazioni delle aziende.

mercoledì 16 luglio 2008

Appello perchè l'università resti pubblica

I sottoscritti firmatari di questo appello vedono nel Decreto Legge 112 del 25/6/2008 una minaccia mortale contro l’università pubblica : infatti i tagli ai trasferimenti statali dei fondi per il funzionamento saranno tali da portare alla privatizzazione come ad una scelta obbligata.

E non sarà certo l’afflusso di capitale privato a salvare le università: salvo pochissimi centri d’eccellenza si tratterà di Fondazioni che agiranno nel perseguimento di fini propri, in un contesto di estrema economia e che quindi si attiveranno subito nella direzione del taglio di costi e servizi (pur continuando a ricevere una quota di finanziamenti pubblici!).

Si creeranno poli universitari di serie A e di serie B (sulla base dei finanziamenti drenati dai privati), studenti di serie A e di serie B, docenti di serie A serie B.

L’istruzione non più un diritto per tutti, ma un privilegio per ricchi.

Al personale tecnico/amministrativo, già penalizzato da un contratto scaduto oltre da due anni, da un sottoinquadramento generalizzato e da carenze d'organico, si applicherà un nuovo contratto nell’ambito del settore privato, si produrranno ulteriori tagli al salario di produttività, agli organici e a una serie di diritti.

Ai numerosi precari che hanno lavorato per anni si rimette in discussione il tortuoso percorso di stabilizzazione intrapreso.

Al personale ricercatore e docente si offre, oltre a una riduzione stipendiale (triennalizzazione degli scatti), si offrirà di lavorare ed insegnare in un’università con sempre meno fondi per il funzionamento e la ricerca e con i vincoli che gli interessi dei privati finanziatori porranno alla libertà didattica e di ricerca.

Agli studenti, su cui ricadranno inevitabilmente le conseguenze di carenze e disservizi, si offre un futuro di inevitabili aumenti delle tasse e di riconduzione del sapere ai desiderata delle imprese.

Non più diritto allo studio per tutti garantito dall’Università Pubblica!

L’università perderà la sua autonomia!

Mai come oggi TUTTE le componenti delle Università italiane hanno interesse a unirsi e mobilitarsi contro una legge che mira alla distruzione dell’istruzione e della ricerca pubblica di ogni ordine e grado.

I Comitati degli Iscritti di FLC CGIL dell'Università degli Studi di Milano, Milano-Bicocca e Politecnico

FIRMA LA PETIZIONE!!!


venerdì 27 giugno 2008

Pubblicato il decreto legge collegato alla finanziaria 2009

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 giugno 2008 il Decreto Legge n. 112 collegato alla manovra finanziaria per il 2009 approvato dal Consiglio dei Ministri del 18 giugno scorso.

Sulle stabilizzazioni:

Entro il 31 dicembre 2008 tutte le amministrazioni devono rideterminare la programmazione triennale del fabbisogno di personale in relazione alle misure contenimento delle assunzioni previste nella norma.

Gli Atenei, dal 2003 fuori dal blocco delle assunzioni, per il triennio 2009 -2011 potranno assumere nei limiti del 20% dei pensionamenti(comma 13). Per l’anno 2009 nello stesso tetto dovranno rientrare anche le stabilizzazioni. Il limite turn over diventa invece del 50% dal 2012. Contestualmente si riduce il fondo di finanziamento ordinario delle università che subisce un taglio di 500 milioni di euro in tre anni.

Molto esplicativa la scheda della FLC sul decreto: dal sito


giovedì 12 giugno 2008

Sempre più insistenti le voci di un blocco delle procedure di stabilizzazione

dal sito di flc cgil
Sempre più insistenti le voci di un blocco delle procedure di stabilizzazione: per la FLC è inaccettabile

Da alcuni giorni si fanno sempre più insistenti le voci di un blocco del processo di stabilizzazione da parte del governo attraverso un atto normativo che verrebbe adottato senza alcun confronto con i sindacati.

Sarebbe una scelta scellerata, inspiegabile sia dal punto di vista del merito che del metodo.

In particolare negli enti di ricerca a questo si aggiungerebbe una sorta di blocco di fatto delle assunzioni in quanto ad oggi non sia hanno notizie dei DPCM, che per il decreto milleproroghe devono autorizzare le assunzioni.

All’interno di un quadro sempre più preoccupante di attacco ai settori pubblici crediamo che non considerare le specifiche esigenze dell’università e dalla ricerca rappresenti un atto di irresponsabilità ancora più grave da parte del governo.

Non conosciamo i contenuti del provvedimento ma siamo pronti a dare battaglia insieme ai lavoratori.

Roma, 12 giugno 2008

mercoledì 28 maggio 2008

Stabilizzazioni: importante pronunciamento del Consiglio di Stato

dal sito di flc cgil

Il Consiglio di Stato, Sezione VI, con Ordinanza del 13 maggio 2008 n. 2230, ha ritenuto rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1 comma 519 della Legge n. 296 del 2006 (cd. Finanziaria 2007) per contrasto con gli artt. 3 e 97 della Costituzione ed ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale limitatamente alla decorrenza dei termini per l'avvio del processo di stabilizzazione.

Il Consiglio di Stato nella citata ordinanza ha affrontato la questione sollevata in appello da una lavoratrice precaria dell'amministrazione esclusa dal processo di stabilizzazione, in quanto il suo rapporto di lavoro sarebbe iniziato 10 giorni prima della data indicata dalla finanziaria 2007 ai fini della maturazione del requisito temporale per la stabilizzazione.

Come chiaramente stabilito dalle norme di quella legge finanziaria, il processo di stabilizzazione dei lavoratori precari della Pubblica amministrazione lì sancito era ed è finalizzato a sanare l'abuso, operato negli anni dalla stessa PA, del ricorso a contratti di lavoro precario in sostituzione dei normali contratti a tempo indeterminato. Quelle norme vanno interpretate rispettando l'intenzione del legislatore, che non era quella di escludere, ma al contrario, di includere lavoratori che da lungo tempo lavorano presso l'amministrazione, accanto ed insieme ai colleghi a tempo indeterminato e che solo una perversa volontà ha mantenuto precari.

Se si fossero indetti i concorsi in via ordinaria e nei tempi previsti dalla legge, sicuramente non ci sarebbe stato bisogno di una norma che sanasse gli abusi, che in tutti i casi riguardano le tipologie contrattuali applicate ma non le modalità di accesso.

Occorre ricordare, infatti, ai tanti che, ignorando le reali situazioni che si sono verificate, reclamano a torto il concorso per l'accesso ai ruoli della PA contro il processo di stabilizzazione previsto dalle ultime due finanziarie, che, in particolare nelle università e negli enti pubblici di ricerca, i lavoratori precari coinvolti da tali speciali procedure hanno tutti sostenuto prove selettive per essere assunti e che, nei pochi casi in cui ciò non sia avvenuto, le stesse norme prevedono comunque prove selettive, ovviamente riservate, prima della loro assunzione a tempo indeterminato.

I giudici di Palazzo Spada, nell’ordinanza in questione hanno affermato che un’applicazione letterale della norma della Finanziaria 2007 potrebbe comportare una lesione degli artt. 3 sotto il profilo “del canone della ragionevolezza in base al quale per le situazioni maggiormente meritevoli è vietata l’applicazione di trattamenti deteriori, e della lesione dell’art. 97 della Costituzione che impone che i pubblici uffici siano retti da regole idonee a garantire l’efficienza ed il buon andamento, dal momento che il dato temporale del quinquennio è previsto in modo del tutto accidentale” e non coerente con la ratio della normativa volta a limitare il fenomeno del precariato.

Il processo di stabilizzazione avviato dalla legge finanziaria 2007 e confermata da quella del 2008 deve, dunque, andare avanti, così come previsto dalle norme e dagli accordi sottoscritti, visto che la questione sollevata non lo mette in discussione, ma ne chiede, giustamente, una applicazione estensiva.

sabato 24 maggio 2008

Rinviata la raccolta delle firme:costruiamo i Comitati di sostegno

Sono passati alcuni mesi da quando il Comitato “Basta precarietà” ha depositato i quesiti referendari in Cassazione. Le firme raccolte sull'appello a sostegno della proposta per arrivare ai referendum contro la precarietà e per una vera democrazia sindacale sono state migliaia. Oltre a singoli cittadini, le adesioni sono arrivate anche da Associazioni, Comitati dei precari, parlamentari e politici della cosiddetta sinistra radicale, oggi La Sinistra L'Arcobaleno.

La caduta del governo e l'indizione delle elezioni politiche generali ci obbliga a posticipare la data della raccolta firme. Ma il rinvio deriva anche e soprattutto perché non siamo riusciti a coinvolgere tutti coloro che in questi anni e ancor oggi nel corso di questa campagna elettorale, mettono la precarietà al primo posto nei loro programmi, come piaga sociale da combattere. L'esperienza del governo Prodi doveva insegnare a molti che gli attuali equilibri politici e sociali non hanno permesso e non permetteranno nessun intervento nei confronti della precarietà.

Noi oggi pensiamo che nessuno ha veramente intenzione di sconfiggere il precariato, altrimenti non si capirebbe come anche le forze politiche più sensibili a questo tema, dopo averlo inserito in un programma di governo, dopo aver organizzato manifestazioni nazionali con milioni di lavoratori in piazza, pensino realmente di poter cambiare qualche cosa attraverso le battaglie parlamentari e con rapporti di forza ancor più penalizzanti per loro.

Non si può parlare a vuoto sulla precarietà, ne se ne può parlare strumentalmente in termini elettorali come fanno tutti i partiti politici.

Il Referendum oggi è l'unico strumento democratico e con possibilità di vittoria che possiamo utilizzare per cambiare l'abominio della cultura della precarietà. Oggi si può vincere perché la precarietà è, nel sentire comune, un male da sconfiggere, domani non è dato sapere.

Noi continuiamo la nostra battaglia per sostenere i referendum contro a precarietà e per la democrazia sindacale, anche attraverso l'estensione dei Comitati territoriali: sta ad altri dimostrare la praticabilità di altri strumenti e le loro possibilità di vittoria contro la precarietà.

Comitato promotore dei Referendum contro

la precarietà e per la democrazia sindacale

http://www.bastaprecarieta.org/

lunedì 21 aprile 2008

la circolare n°5

Cambia il governo e il ministro Nicolais, dopo aver perso le elezioni, come ultimo atto ci ha regalato questa circolare.

La circolare 5 anziché applicare una legge la riscrive ponendo forti limiti all’applicazione della finanziaria 2008..

I punti principali li spiega il sito di cgil flc

* destinatarie sono tutte le amministrazioni ma, si sottolinea, esse hanno una facoltà discrezionale ad attuare la procedura.
* Sulla stabilizzazione dei collaboratori coordinati e continuativi si conferma il parere della ragioneria generale dello stato circa il percorso in due tappe,ma si sostiene che non sarebbero riconducibili al percorso di stabilizzazione quelle forme di lavoro che non manifestano un coordinamento significativo e un’apprezzabile continuità, mettendo in discussione il requisito dei tre anni di anzianità previsto dalla finanziaria.
* Né sarebbero cumulabili ai fini della maturazione del requisito temporale, le esperienze lavorative maturate con tipologie contrattuali diverse,.
* Nella programmazione triennale del fabbisogno si introduce la necessità di riservare all’esterno il 50% degli accessi
* sarebbero esclusi dalla nuova stabilizzazione i lavoratori che non sono collocati su fondi ordinari, né il personale assunto con contratti sorti per esigenze stagionali, o proveniente dalla gestione di appalti o di processi di esternalizzazione della P.A”.
* Si pone un termine (il 2009) al processo di stabilizzazione, non previsto dalla norma.
* Si specifica che nella programmazione triennale bisognerà prima considerare l’attuazione e la conclusione prioritaria delle procedure di stabilizzazione di cui alla legge finanziaria 2007 e poi quelle della finanziaria 2008.